Intervista: Alessandro Masnaghetti

Una Mappa al servizio del Nizza

Alessandro Masnaghetti inizia la sua carriera ufficialmente nel ’90 come assaggiatore di vini e critico. Nel ’96 fonda Enogea come Newsletter indipendente sul vino e nel 2000 la Guida dei Vini de L’Espresso.

Nel 2002, dopo un biennio sabbatico dal vino, riprende in mano Enogea arricchendo le consuete degustazioni tematiche con uno stile più incisivo ed un’impostazione tematica nella presentazione al pubblico degli assaggi fatti nel corso dell’anno. Dura in questo modo fino a Giugno 2015 quando Masnaghetti decide nuovamente di fermarsi, ma questa volta per dedicarsi a tempo pieno alla parte cartografica che nel frattempo si era sviluppata.

Dopo tanti anni la convinzione maturata era quella che il mercato dell’assaggio/recensione fosse ormai sempre più “consunto” e che avesse sempre meno da dire.

Fu così che spinto dalla costante ricerca di stimoli decise di intraprendere la strada della cartografia a tempo pieno.

Abbiamo avuto il piacere e l’onore di incontrare Alessandro dopo l’evento di presentazione delle nuove mappe de Il Nizza, proprio a cura di Enogea, al Foro Boario di Nizza Monferrato e abbiamo con lui scambiato una piacevole chiacchierata.

Mappare un territorio significa conoscere la zona di riferimento dalla A alla Z, è un lavoro che faccio per me stesso perché’ la Conoscenza mi rende orgoglioso.

Ritengo l’assaggio critico troppo digerito a livello giornalistico: serve uno sforzo in più, servono informazioni oltre alla critica.

Sono poche oggi le persone che si focalizzano sul dare al lettore “informazioni” vere, nutrimento di cui il pubblico ha una gran fame.

Girare un territorio andando ad analizzarlo e conoscere è un lavoro molto impegnativo per cui serve molta passione: mappare significa raccogliere informazioni attendibili e trovare un modo per presentarle.

Ed è proprio sul fatto che le informazioni devono essere attendibili che entra in gioco il ruolo del giornalismo: deve verificarle e digerirle al fine di creare attendibilità: capite, volevo che il mio pubblico avesse ben di più del semplice assaggio.

La Mappa che Alessandro ha realizzato per i territori del Nizza è stata più volte definita, nel corso della giornata e dell’evento, come un’arma importantissima nelle mani nei produttori locali…

Bisogna saper usare questa Mappa: serve capirla insieme al fine di poter aggiungere ognuno il proprio.

I produttori devono metterci del loro e sono in questo modo la mia Mappa diventerà a tutti gli effetti uno strumento “utile”.

La prima tappa del percorso è proprio questa, ma poi bisognerà ragionare sulle future delimitazioni più precise del territorio in sottozone del Nizza, e questo sarà un iter lunghissimo ed estremamente complesso.

Il lavoro per questa mappa mi ha tenuto impegnato da fine 2016 a fine 2017, sebbene non lavori mai su un solo progetto e nel frattempo mi sia curato anche di altro. È ad ogni modo stato un lavoro molto lungo, e ogni singolo elemento è stato disegnato ex-novo: quando inizi a fare una mappa il foglio è bianco, devi esser tu a ricreare ogni cosa nel modo più giusto ed accurato possibile.

Dopo aver ascoltato in questi giorni il parere dei produttori, dei compratori e dei giornalisti a proposito c’è, legittimamente, una domanda che esige risposta anche da un personaggio della professionalità di Masnaghetti: cos’ è il Nizza?

Il Nizza è per forza di cose l’avanguardia della barbera d’Asti in termini di Storia e Dinamismo: pensate che già nel 1820 il Nizza figurava, tra le pagine di un trattato sul tema, annoverato a fianco del Barolo fra i vini piemontesi famosi.

Se il Nizza potrà tornare a rivendicare una posizione di Grande Vino Piemontese? Beh sicuramente in Futuro, ma di certo non domani. Per arrivare a ciò è necessario che si faccia una Barbera che sia, innanzi tutto, Barbera, che ne esalti i caratteri senza andare a scimmiottare altre denominazioni. Questo è importante che sia compreso, assimilato e messo in pratica dai produttori di Nizza: solo allora il Nizza sarà laggiù, dove merita, tra i Grandi Vini Piemontesi”.

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