Il Nizza raccontato da chi lo ha fatto

Racconto di un racconto di Michele Chiarlo e Gianni Bertolino

Per scoprire la Storia del Nizza siamo partiti alla volta del Monferrato dalle dolci colline, verso quel territorio incredibile che ha scelto di rivoluzionare la storia del vino Piemontese.

 

Abbiamo bussato alla porta di due dei protagonisti assoluti della storia di questa denominazione: il presidente in carica Gianni Bertolino (di Olim Bauda) e il primo presidente dell’associazione dei Produttori del Nizza Michele Chiarlo.

Dai loro racconti di passione, territorio e lavoro abbiamo ricostruito per Voi questa storia…

Con la vendemmia 2014 nasce la denominazione NIZZA, elevando la sottozona della Barbera a denominazione propria.
Ma come si è arrivati a questo importante traguardo?

Quando ancora tutto doveva nascere o essere anche solo pensato, negli anni ’60, compariva, fra le pagine del Corriere della Sera: “Questa Barbera d’Asti bei colli di Nizza avrebbe bisogno di una sua propria denominazione”.

Il Barbera era ancora bollato come vino da osteria ma lo specifico prodotto di questi territori era diverso, e la gente iniziava a rendersene conto.

Negli anni ’90, pregni ormai di questa consapevolezza, tanto i produttori più tradizionali quanto quelli più giovani e appena affacciatisi sull’universo Vino, iniziarono ad esplicitare la volontà di far emergere questo loro, prezioso, territorio.

Una squadra di conoscenti, di amici, di persone con le mani sporche di terra ed una visione ben chiara impressa nella testa: bisognava “Fare il Territorio”.

 

Ed è così che ognuno iniziò a muoversi in questa direzione, che iniziarono i primi incontri all’ Enoteca di Nizza e che arrivarono i primi risultati: i produttori erano ben consci che la loro zona aveva delle caratteristiche uniche, che il loro prodotto non era un semplice Barbera d’Asti e convinti dalla volontà di fare un Grande Vino, continuarono passo dopo passo l’iter verso la DOCG.

Col nuovo millennio, precisamente con la vendemmia 2000, Nizza venne riconosciuta come sottozona della Barbera d’Asti doc Superiore e nel 2002 nasce formalmente l’associazione dei Produttori del Nizza: sono già 20 i produttori che ne pianificano le regole sotto la guida del presidente Michele Chiarlo, che nel corso del primo mandato dovette affrontare il difficile compito di creare coesione nel gruppo di produttori e mantenerla alta, indirizzandoli verso il comune intento della legittimazione.

L’intento dell’associazione è da sempre quello di promuovere i suoi prodotti, la qualità ed il Territorio: è la volontà di promozione a guidarne l’opera.

Sono ormai passati 16 anni da quella visione, da quell’intuizione che vedeva in questo specifico vino qualcosa di diverso, qualcosa di più, e oggi il Nizza è finalmente una DOCG 100% Barbera che toglie dall’etichetta il nome del vitigno per parlare del territorio in cui viene prodotta: i 18 comuni del circondario di Nizza Monferrato, quel pezzo di Sud Astigiano «gran cru» della Barbera.

Ma com’è percepito oggi il Nizza dal mondo vinicolo? È visto come un vino di grande qualità ed omogeneità, tanta struttura, un forte equilibrio e acidità bilanciata: il lavoro sui legni è stato in quest’ottica fondamentale e, sebbene non ci sia una regola a proposito, come nel caso di ogni altra cosa nel mondo Nizza “dal confronto nasce la consapevolezza” e la tendenza è stata, nel tempo, quella di utilizzare legni più grandi.

Il Nizza cresce e vuole crescere, continuare su questa strada, guidato forse dal tacito desiderio di riscattare il nome del Barbera, aumentando le bottiglie di qualità raggiungendo il suo legittimo posto lì dove gli spetta: fra i Grandi Vini piemontesi.

«È stato fatto nel tempo un lavoro importante e oggi quei produttori di Barolo che vedevano le nostre zone come serie B vengono qui ad investire comprando vigneti. C’è una forte curiosità per il Nizza, anche a livello internazionale: è una denominazione con un appeal decisamente più interessante rispetto alla Barbera.

Penso che quello del Nizza sarà un futuro roseo: ho fiducia nel Nizza e sono convinto che risolleverà e nobiliterà il Monferrato vinicolo.

È importante che la gente percepisca la storia del nostro Territorio, che questa possa entrare nella mentalità del sistema territoriale e nel suo sistema di valori: il Nizza ha tutte le caratteristiche per crescere senza fermarsi ma dobbiamo lavorare costantemente per aumentarne di giorno in giorno la visibilità.»

Michele Chiarlo

 

 

«Dal punto di vista della produzione c’è un fortissimo entusiasmo, una crescita senza eguali: pensate che il Nizza, in totale controtendenza con lo scenario di riferimento, è l’unica denominazione piemontese ad essere cresciuta.

L’evento del 24 Febbraio sarà di vitale importanza per tutti noi: mappare il nostro territorio significa mettersi in piazza con le Nostre Vigne: è una vera e propria rivoluzione nel mondo Barbera.

Il Nizza, finalmente, si emancipa!»

Gianni Bertolino

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