La Malvasia Istriana

Il nostro Paese, è cosa nota, è una fucina di biodiversità, quando parliamo di vitigni autoctoni e particolari poi, passiamo direttamente da fucina a miniera 😀

Una varietà poco conosciuta ma con grandi potenziali è sicuramente la Malvasia Istriana.

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Nel 1925 il Marzotto la descrive come “M. Weiss ” ossia bianca e suppone che sia conosciuta anche come “M. del Carso”. Sui Castelli Romani accanto alla “M. di Candia ” si trova sporadicamente anche una “Malvasia nostrale” o “M. comune” o “M. puntinata ” (per presenza della cicatrice ombelicale), che ricorda in tutto e per tutto quella “istriana”, salvo alcune differenze morfologiche dovute al diverso ambiente e più avanti ricordate.

Anche se presente in Istria già dai tempi remoti, solamente negli ultimi cento anni è diventata la varietà più coltivata, prendendo gradualmente il posto dei vitigni a bacca nera (in particolare del terano e refosco), che alla fine dell’Ottocento erano tre o quattro volte più diffusi di oggi.

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Alla rapida propagazione del vitigno della Malvasia Istriana hanno contribuito non solo le variazioni del tradizionale mercato dei vini istriani (Trieste, Vienna, Praga etc.), ma anche le caratteristiche del vitigno stesso: buona vigoria, resa regolare medio-alta, resistenza alle malattie fungine e la qualità del vino che si ottiene dalle sue uve, ancora più accentuata se il vigneto è in buona posizione. Gli ultimi lavori dei ricercatori dell’Istituto per l’Agricoltura e il Turismo di Poreč (Parenzo), hanno identificato le differenze ampelografiche del vitigno malvasia istriana bianca, ma solo un ulteriore ricerca genetica darà la risposta sull’esatto numero e le caratteristiche di biotipi del vitigno presenti in Istria.

Perle in bottiglia

Grazie alla sua capacità di accumulare zuccheri negli autunni non piovosi e caldi, la malvasia istriana veniva usata come base per la produzione di vini da dessert. Attualmente non c’è molta domanda per questo tipo di vino per cui anche la sua produzione è sensibilmente calata diventando quasi una rarità, ecco perchè i produttori hanno sacrificato negli ultimi anni la quantità per la qualità, creando delle vere e proprie perle in bottiglia.

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Un vitigno di confine

Il Regolamento sull’Elenco nazionale delle varietà di vite autorizzate in Croazia annovera la Malvasia Istriana bianca nelle varietà raccomandate non solo in Istria ma anche nella sub regione Hrvatsko Primorje e le isole Quarnerine.
La malvasia istriana si coltiva anche nella regione litoranea della Slovenia. È la varietà maggiormente coltivata nella zona vitivinicola di Capodistria, ma è presente anche nelle altre zone del Carso, della Vipava e di Brda.
In Italia la malvasia istriana si coltiva attualmente sul litoraneo adriatico, nelle pianure delle Grave e in tutta la fascia collinare del Friuli Venezia Giulia. È inoltre presente anche in Veneto, tra le provincie di Padova e Verona.

Nel mondo ci sono molte varietà che portano il nome di malvasia, anche se tra di loro spesso non ci sono similitudini, né legami di parentela.

BdT-ownerChe si sposa con le prelibatezze del mare

I vini da Malvasia Istriana più freschi e leggeri sono ideali come aperitivo o in combinazione con antipasti delicati, quali salmone, capesante o crudi di mare. Zuppe e risotti di pesce, portate sempre di mare anche intense, come tonno al sesamo, rana pescatrice con barba di frate.

 

Sono in genere freschi e sapidi, pieni e di corpo discreto, sono caratterizzati da intensità e complessità olfattive che li portano, a seconda della tipologia di vinificazione ed affinamento ed a seconda della zona di provenienza,  ad avere note floreali, in alcuni casi speziati e con aromi di mandorla, ma anche con note minerai e floreali intense.

 

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