Le Fasi della Vigna

Diario di Cantina • Capitolo Quinto

Ci siamo presi una piccola pausa ma eccoci qui di nuovo con il nostro Diario. Avrete sicuramente notato che qualcosa è cambiato quindi una piccola introduzione è d’obbligo. All’inizio ho immaginato questo diario come una sorta di cronaca di quello che vedo e delle mie esperienze passate in cantina per poter dare un punto di vista più interessante e soprattutto soggettivo del lavoro nell’industria dell’enologia. Mi sono accorto però anche dopo alcune osservazioni arrivatomi da eminenti colleghi che avendo sempre parlato di squadra e di team work il titolo fosse quantomeno errato, ho deciso quindi, nel rispetto della mia convinzione che in cantina si è un team, di modificare in DIARIO DI CANTINA anziché di un Enologo in modo da poter appunto spaziare sia dai miei occhi ma anche da quelli dei miei colleghi e amici con cui passo le giornate al lavoro.

Detto questo torniamo a bomba in cantina, anzi, oggi in campo!! 🙂

In primis

Un buon vino si fa, come vi dirà qualsiasi operatore del settore, in primis in vigna, poi in cantina. L’importanza del vigneto è essenziale, tutto dipende dalla terra, dalle piante, dal sesto di allevamento e dalle cure e le attenzioni che i professionisti mettono per mantenere le piante al massimo della loro forma fino al momento della vendemmia.

Queste cure si compongono di cicli di lavorazioni stagionali il che significa che avvengono con tempi ben precisi e quasi sempre nello stesso periodo dell’anno a parte quando il meteo è particolarmente diverso rispetto al solito quindi con un eccesso di maltempo o diversamente durante un periodo di siccità.

Le lavorazioni in vigna possono essere riassunte – se non prendiamo in considerazione l’installazione vera e propria, di cui parleremo in un altro momento– in pochi passaggi:

  1. Potatura
  2. Protezione del Vigneto
  3. Cimatura e defogliatura
  4. Diradamento
  5. Vendemmia

Potatura

Sono molti i lavori necessari per avere un vigneto rigoglioso sano e produttivo, ma il più importante è sicuramente la potatura.

In inverno, quando la vite è in riposo si tagliano i tralci dell’anno passato, lasciando un certo numero di gemme, che regolano la produzione e la vigoria dell’anno in corso.

Un numero troppo alto di gemme causa un eccesso di uva prodotta a discapito della qualità, contrariamente un taglio eccessivo induce una crescita eccessiva delle parti verdi, sottraendo nutrimento e forza alla maturazione dei grappoli, mettendo in pericolo la produzione corrente.

La potatura è un lavoro di grande precisione che va dapprima valutato e poi eseguito pianta per pianta e da solo personale esperto, una potatura errata o grossolana può facilmente compromettere un vigneto e la successiva vendemmia.

Protezione del Vigneto

Come tutte le piante anche la vite ha dei punti deboli e questi sono principalmente le malattie  le fitopatie a cui la vite è esposta da sempre e con cui dobbiamo fare i conti. Da tempo ormai i vignaioli di tutto il mondo stanno unendo le forze per limitare il più possibile gli interventi sia di prevenzione che di cura vera e propria attraverso prodotti chimici e di sintesi concentrandosi maggiormente sulla “lotta integrata” vale a dire l’utilizzo di sostanze e accorgimenti naturali o comunque biologici per combattere o tenere lontani i parassiti e gli animali portatori di malattie pericolose per la salute delle piante. Ovviamente i cicli di trattamenti, che siano di cura, conservazione, prevenzione o fertilizzazione, sono regolati da un calendario molto specifico e devono essere operati da personale preparato e professionale onde evitare errori e sprechi; ma anche dei trattamenti in campo parleremo più avanti in maniera più dettagliata.

Cimatura

La cimatura è un processo atto a ridurre la quantità di cime apicali o dominanza apicale vale a dire lo sviluppo delle parti aeree che sostituiscono le parti più basse della pianta che deperiscono e invecchiano a seguito del naturale decorso del tempo perdendo la loro capacità di effettuare la fotosintesi. Eliminando appunto la parte più alta, la cima apicale appunto, la pianta indirizzerà le energie non solo verso l’alto ma anche verso i lati dalle cui gemme creerà foglie nuove e molto efficienti. La cimatura viene effettuata a primavera.

Defogliatura

La defogliatura invece è quella pratica con la quale verso la fine della maturazione delle uve si va a ridurre la quantità di foglie nelle piante per far sì che i grappoli siano ben esposti alla luce e non nascosti dalle foglie e che ci sia un buon ricambio di aria al fine di evitare muffe e marciume dato da un eccesso di umidità.

Diradamento

Il diradamento invece è quella pratica di valutazione della quantità di grappoli che si vogliono portare avanti fino alla vendemmia. Dal momento che la vite è una pianta dalla vigoria molto spiccata si interviene per eliminare i grappoli non necessari o in surplus e regolare la produzione a più o meno ½ kg per pianta. A questo punto è una scelta aziendale se giocare al “ribasso o al rialzo”, a seconda di che tipo di quantità e qualità del prodotto si vuole ottenere, alla fascia di mercato che si vuole mantenere e ovviamente dalla tipologia di prodotto che si sta lavorando.

Vendemmia

Alla fine dell’anno di lavoro finalmente si arriva al momento della vendemmia. La vendemmia, come tutti sanno, è quel periodo che mediamente parte dalla metà di settembre, a scanso di annate particolari in cui si debba forzatamente anticipare o ritardare il lavoro, in cui i grappoli ormai maturi vengono raccolti e lavorati.

La vendemmia può essere effettuata a mano come nelle tradizioni più antiche o in maniera meccanica avvalendosi di macchine agricole moderne attraverso le quali la raccolta è operata in maniera automatica da un operatore solo anziché da squadre di potatori. La scelta di operare una vendemmia a mano o meccanizzata è data dal sesto d’impianto che è stato progettato, strutturato e realizzato in partenza per poter accogliere le macchine tra un filare e l’altro e dal tipo di prodotto che si vuole ottenere essendo la vendemmia meccanizzata più “violenta” di quella a mano con un notevole stress per le piante, la terra e i grappoli.

Concludendo, un vigneto è come un ragazzino, lo si segue crescere ogni anno pazientemente e amorevolmente e la figura essenziale che si fa garante e segue questo sviluppo anno dopo anno in un azienda è l’agronomo, importantissimo. É lui che decide i tempi, le modalità e i cicli di lavorazioni necessarie ad arrivare al momento della vendemmia (per poi passare la palla all’enologo e ai cantinieri) con il vigneto al massimo splendore e in piena forza.

 

Come sempre, è un gioco di squadra 🙂

 

Buoni Sorsi

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